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Redazione

Che cosa scrivere sulla propria home page.

Il Suo visitatore concede alla Sua home page il tempo di un semaforo rosso. Ecco l'ordine in cui vuole le risposte.

Pubblicato il 12 settembre 2026 · lettura 6 min

Un visitatore che arriva sulla Sua home page si pone tre domande, in quest'ordine: dove sono, è una cosa per me, e adesso che cosa faccio? Le concede qualche secondo per tutte e tre. Tutto ciò che non serve a queste risposte può scendere o sparire.

Ecco che cosa scriviamo, nell'ordine in cui lo scriviamo.

1. La frase in alto

Dice che cosa fa, per chi, e dove. Nient'altro. Non deve essere bella, deve essere esatta.

  • ✗ «L'eccellenza al servizio dei vostri progetti»
  • ✓ «Elettricista a Lugano, pronto intervento in giornata»
  • ✗ «Reinventiamo insieme la vostra comunicazione»
  • ✓ «Loghi e identità visive per le PMI svizzere, in due settimane»

Test semplice: mostri la frase a qualcuno che non conosce il Suo mestiere. Se non riesce a ripetere che cosa vende, va riscritta. E se il Suo mestiere è locale, ci metta dentro la città: non è posizionamento, è cortesia verso il visitatore.

2. Il pulsante, subito

Il primo invito all'azione si mette nella prima schermata, accanto alla frase in alto. Certi visitatori hanno già deciso: non li faccia scorrere.

Un'etichetta che dice che cosa succederà converte meglio di un'etichetta vaga. «Chiedere un preventivo» invece di «Saperne di più». «Prenotare un tavolo» invece di «Contatti». E un solo pulsante principale: due pulsanti dello stesso peso sono una decisione in più da prendere.

3. Le tre ragioni per restare

Appena sotto la prima schermata, tre argomenti brevi. Non dieci. Rispondono a «è una cosa per me?» e devono essere verificabili: un tempo, un prezzo, una zona, una garanzia, una cifra che può dimostrare.

«Qualità, serietà, reattività» non dice nulla perché nessuno scriverebbe il contrario. «Preventivo entro 24 ore, prezzo fisso, interventi in Ticino» dice qualcosa.

4. La prova

È la sezione più trascurata e la più redditizia. In ordine di forza: foto del Suo lavoro reale, recensioni con nome e cognome, loghi di clienti, cifre.

Una regola che applichiamo a noi stessi: se non ce l'ha, non se la inventi. Una recensione falsa si riconosce, e il giorno in cui si riconosce si porta via tutto il resto. Quando inizia e non ha ancora niente da mostrare, lo dica e sostituisca la prova con la trasparenza: i Suoi prezzi, il Suo metodo, le Sue condizioni. Funziona meglio di quanto si creda.

5. Le obiezioni, prima che blocchino

Il Suo visitatore ha due o tre ragioni per non scriverLe. «Sarà sicuramente troppo caro.» «Ci vorranno mesi.» «Mi ritroverò bloccato.» Le tratti esplicitamente, sulla pagina: un prezzo o una fascia, un tempo, che cosa succede se le cose non vanno.

È controintuitivo scrivere un prezzo quando si crede che il prezzo faccia scappare. Nei fatti, l'assenza di prezzo fa scappare di più: lascia il visitatore immaginare il peggio e andarsene da chi lo espone. È per questo che i nostri tre prezzi sono pubblici.

6. Il richiamo all'azione

Ripeta l'invito all'azione in basso, e ne dia due forme: un modulo per chi scrive, un numero o un WhatsApp per chi preferisce parlare. Aggiunga che cosa fa della richiesta: «rispondiamo in giornata, dal lunedì al venerdì». Il visitatore vuole sapere in che cosa si impegna.

Che cosa togliere

  • La parola «Benvenuti». Occupa la riga più letta della pagina per non dire nulla.
  • La storia dell'azienda, in alto. Interessa, ma dopo. Il suo posto è una pagina «chi siamo».
  • Il carosello che scorre da solo. Nessuno vede la terza immagine, e rallenta la pagina.
  • Le immagini di archivio. Una foto del Suo laboratorio fatta col telefono vale più di un ufficio americano da catalogo.
  • I paragrafi lunghi. Due o tre frasi, mai di più, e sottotitoli che si leggono da soli.

Il test finale

Faccia leggere la Sua home page su un telefono a una persona esterna, cronometro alla mano, per cinque secondi. Poi le chieda che cosa vende, a chi, e che cosa farebbe per contattarLa. Se escono tutte e tre le risposte, la pagina è buona. Altrimenti non è il design da cambiare, è l'ordine delle sezioni.

Poniamo queste domande nel nostro briefing iniziale: è la parte che prende più tempo ai clienti, e quella che fa tutta la differenza sul risultato.

Domande frequenti.

Le domande che ci vengono poste su questo tema, con la risposta breve.

Bisogna mostrare i propri prezzi sul sito?

Nella grande maggioranza dei casi sì — almeno una fascia. L'assenza di prezzo fa andare il visitatore verso un concorrente che lo mostra, e fa perdere tempo con richieste fuori budget.

Qual è la prima cosa da scrivere su una home page?

Una frase che dice che cosa fa, per chi e dove. Se una persona estranea al Suo mestiere non riesce a ripeterla, va riscritta.

Da leggere dopo.

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Un parere sul Suo caso preciso?

Descriva la Sua attività in tre righe. Rispondiamo in giornata, dal lunedì al venerdì, e diciamo anche quando un sito non è la Sua priorità.